ANDREA ATTARDI, VENTO DI BUENOS AIRES

Andrea Attardi | Vento di Buenos Aires

Postcart Edizioni, 2019 ]

Per pura casualità ventiquattro anni fa mi sono trovato a scendere verticalmente, con un aereo, verso la periferia sud dell’Occidente, a Buenos Aires. Ora, dopo tanto tempo, varco all’indietro il confine della memoria e riapro le scatole di negativi e provini di quel viaggio. In una notte di pioggia, il mio cratere dei ricordi si spalanca: i luoghi, le date, le facce. Sì, ero io. Con i miei incubi e le mie visioni dentro l’emulsione di un fotogramma, a collezionare frammenti di mondo. Che però danno il senso di un’intera esistenza, attraverso una vera libertà. La libertà del fotografo. [ Andrea Attardi ]

Un diario personale di parole e immagini, attraverso numerosi soggiorni nella capitale argentina tra il 1995 e il 2008, in una delle città più emblematiche di tutto il Sudamerica.

Un mondo instabile, in mezzo a crisi economiche ricorrenti, tra avenidas senza fine, barrios degradati o lussuosi, incontri con un’umanità dolce e dura nello stesso tempo, Buenos Aires si spezzetta in un percorso fatto di tante voci, volti e gesti, in una fotografia sempre sospesa fra movimento e attesa di un qualcosa che può accadere.

Un libro, quello di Attardi, che riproduce uno stato interiore dell’autore, nel ritrovare visioni di un passato cristallizzato nel tempo e appartenente a epoche ormai concluse, in questa miscela tra America, Europa e Italia che è Buenos Aires.

Simboli, segni e luoghi della città più simili a vuoti simulacri, in un paese che ricopre ancora il ruolo di vittima designata, secondo il collaudato cinismo di un ordine economico mondiale.

11 maggio 2019, ore 16:30 • Andrea Attardi parla del suo libro "Vento di Buenos Aires", edizioni Postcart
/ Teatro Manlio, Via Roma [ingresso libero]

INFO BIOGRAFICHE
[ Fonte: STSENZATITOLO ]

Andrea Attardi (Roma 1957), è attualmente titolare della cattedra di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Dopo numerosi reportage nei paesi arabi, africani e asiatici (Marocco, Tunisia, Egitto, Giordania, Yemen del Nord, Kenia, Somalia, Tanzania, Costa d’Avorio, India, Nepal), concentra la sua attenzione verso le realtà sociali dell’America Latina, in particolare a Cuba, in Brasile, in Uruguay e in Argentina.
Ha esposto le sue immagini in gallerie private e istituzioni pubbliche: Roma (da “Il Fotogramma” nel 1982 al “Fotoleggendo” 2009), Perugia, Firenze, Torino, Trieste, Bari, Palermo, Ferrara (Palazzo dei Diamanti 1984), Marsala (Convento del Carmine 2009), Londra, Parigi (Centre G. Pompidou 1983), Recife (Istituto Italiano di Cultura 1997), New York (JFK Airport 1999), Buenos Aires (Centro Cultural Floreal Gorini 2006).
Ha pubblicato diversi volumi fotografici: “Paris/Soupault” (Ed. Carte Segrete 1983), “Indie” (Ed. Ferro di Cavallo 1986), “Atlante di Sicilia” (Ed. Lavoro 1994), “Paesaggi siciliani” (Ed. Peliti & Associati 2001), “Vetri, porti: una corsa per Palermo e dintorni” (Ed. Plumelia 2009), “Breviario siciliano” (Ed. Postcart 2012). E’ autore di un saggio sulla vita e la storia più recente della capitale argentina:“Buenos Aires ora zero” (Ed. Desiderio&Aspel, 2003).
Della sua opera fotografica hanno scritto: Piero Berengo Gardin, Giuseppe Cannilla, Aldo Gerbino, Diego Mormorio, Silvia Pegoraro, Giovanni Semerano, Enzo Siciliano, Philippe Soupault, Ennery Taramelli, Sergio Troisi, Giuseppe Turroni.