DANIELA DIONORI

DANIELA DIONORI

TEMPI LUNGHI

Terrazzo condominiale. Qui, il mio quotidiano si compone nel mirino della macchina, tra panni stesi ad asciugare e autoscatti sfuggenti. La lunga esposizione mi illude di una permanenza nel ricordo, il cavalletto mi salva dal consumo immediato. Né monumento, né intrattenimento. Un piccolo promemoria, forse un po' feticista, nel ricordo di panni stesi ad asciugare in un orto profumato di erbe aromatiche.

[8 stampe digitali formato 40x30  su supporto]

BIOGRAFIA

Mi considero più una fotografante che una fotografa (un'altrofacente, mi ha affettuosamente definito uno stimatissimo amico). Il mio approdo alla fotografia è un atto in divenire che, sospetto, non si compirà mai appieno. Esulando dalle fotografie di routine di figli e vacanze, nelle quali comunque mi riconosco  in toto, il mio fotografare consapevole è tentativo degli ultimi anni, un modo di disfarmi delle parole - di cui avverto insieme peso e vacuità - e sostituirle con luce, ombra, forme. Ritagliando frammenti di realtà sul mirino della fotocamera, tento di ricomporre un'armonia che spesso mi sfugge. No, non fotografo per comprendere meglio: difficilmente ottengo risposte dalle fotografie, quello che cerco e trovo più spesso è illusione. Fotografo perché non ne posso fare a meno, per nostalgia preventiva, per guardare oltre e fuori di me, sperando di ritrovare un po' di stupore. Non necessariamente in quest’ordine.

Daniela Dionori, classe 1958. Toscana di nascita, romana di adozione, laureata in lingue e letterature straniere, lavoro come impiegata nella PA. Fotografare è diventato in pochi anni una necessità, amo setacciare il quotidiano e sperimentare le novità con cautela.