IL TEVERE IN UN ANNO NEL BORGO DI FOGLIA

IL TEVERE IN UN ANNO NEL BORGO DI FOGLIA

Location [ 16 ]: Borgo di Foglia

Quest'anno Mostre Diffuse Fotografia si allunga fino a Foglia, caratteristico borgo, frazione di Magliano Sabina ed inserito tra i Borghi più belli d'Italia, che si affaccia sulla media valle del Tevere come una silenziosa sentinella accovacciata su un solido sperone di roccia.

Quale location migliore per esporre le immagini del risultato del lavoro di quattro fotografi [ Roberto Molinari, Elisa Rosciani, Franco Martelli Rossi, Luciano Zuccaccia ] che tra il 2017 e 2018 hanno raccontato il passare delle stagioni lungo il corso del Tevere nel tratto tra Orte e la Riserva Naturale Tevere Farfa.

Questa mostra rappresenta una selezione dell'intero lavoro fotografico (composto da 60 immagini) che è stato promosso dal Contratto di Fiume della Media Valle del Tevere con i suoi 12 Comuni – Nazzano, Montopoli in Sabina, Torrita Tiberina, Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Forano, Stimigliano, Collevecchio, Orte, Gallese, Civita Castellana, Otricoli – dando la possibilità ai fotografi di usufruire di quattro Residenze Creative Fotografiche, di una settimana ciascuno, in quattro stagioni diverse, per dare un loro particolare punto di vista sul patrimonio naturale, economico ed umano di questo territorio.

Cenni storici sul borgo di Foglia

Secondo Pier Francesco de Rossi (1591-1673) il nome di Foglia deriva da Fauna, moglie di Fauno, divinità romana. Massimo Firmani, archeologo, sostiene che esisteva un’antichissima città con il nome di Palma, che fu distrutta: per metafora l’albero dello stesso nome fu percosso e soltanto una "foglia" aveva lasciato a segno dell’antica grandezza. Don Carmelo Cristiano ritiene che il toponimo Foglia abbia origine dalla città di Troilo, perché in un frammento di ceramica, rinvenuto in zona prossima al borgo, fu trovata incisa la parola “Troiloi” in alfabeto falisco e la associa alla città distrutta dai Romani nella guerra contro i Falisci.

Gli umbro-sabini e l'antico popolo dei Falisci furono i primi abitanti della comunità che si sviluppò a Magliano Sabina sulle rive del Tevere. Grazie ad alcuni attracchi fluviali, questi popoli erano in collegamento con Roma, per il trasporto soprattutto di vino e olio, ancora oggi prodotti principali della zona. La necropoli della città falisca di Troilo (IV secolo a.C.) fu rinvenuta nel luogo chiamato "Civita Vecchia", area sacra a Fauna, oggi occupata dalla chiesa di Santa Maria: qui si riscontra una concentrazione di tombe scavate nel tufo, e divenute poi cantine, simili a quelle di Falerii dall’altra parte del Tevere.

Dal V al XI secolo d.C. il territorio divenne possesso dell’Abbazia di Farfa. Nei documenti il Castello appare per la prima volta nella seconda metà del X secolo. Nel 1198 il castello di Foglia passò sotto i domini della Chiesa. Nel 1241 fu distrutto nel corso del conflitto fra Roma e Viterbo. Restaurato il castello, Napoleone Orsini lo dona al fratello cardinale Giovanni Orsini, futuro papa Nicolò III, che a sua volta lo assegna al nipote Orso Orsini, il feudo resterà alla famiglia Orsini fino al XVI secolo. Dopo complicate vicende dinastiche nel 1858 diventa frazione del Comune di Magliano Sabina.