MICHELE DI DONATO

MICHELE DI DONATO

FAUTOGRAPHIE

[Location Largo Crispi]

“Fautographie" è un progetto focalizzato sul ruolo di ascolto della macchina fotografica; in questo modo Michele Di Donato ha cercato di catturare non solo il soggetto e il suo rapporto con il territorio, ma anche l'energia che lo muove.

Fautographie Michelle Di Donato Mostre Diffuse Fotografia 2017 Magliano SabinaLe foto di questo portfolio mettono in scena una ricerca nella quale la fotografia cade in errore e, per ciò stesso, esplora il suo confine e tocca il limite dell’illecito. Genera presenze, misteriose entità che si esprimono secondo tempi e modi inaspettati, varcano i limiti del medium e alludono ad altri mondi possibili.

[10 fotografie, 40x40, stampa fotografica digitale su forex]

TOUR VIRTUALE DELLA MOSTRA

by©Toni Garbasso

BIOGRAFIA

...come le cose si collocano nell’ambiente, il loro posto e la loro grandezza, le relazioni tra gli oggetti e le persone, tra il fotografo e il suo soggetto, questi sono tutti elementi di un sentire classico. Ho deciso, quindi, di fare delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.

Michele Di Donato, pugliese di nascita, siciliano di adozione, nasce nel '68 in una famiglia dove si è sempre stati abituati a storicizzare i vari momenti di vita, le feste, le riunioni con delle immagini. Suo padre fotografava qualsiasi cosa con la sua Voigtlander VITO C e filmava in Super 8 con una cinepresa Ricoh.  A 9 anni riceve in regalo la sua prima macchina fotografica: una Diana F. Da allora non ha più smesso di fotografare e di cercare immagini nuove.

Ama la fotografia di reportage e quella concettuale, così come ama esprimersi in bianconero, più confacente al suo modo d'intendere l'immagine. Non disdegna l'uso del colore, sempre molto tenue, appena abbozzato, quando necessario.

“La fotografia non mostra la realtà, mostra l'idea che se ne ha. E’ per questo che fotografo. Penso che la fotografia, ma ancor più la composizione in fotografia sia molto simile al ritmo in musica. Se si dispone di grande ritmo si ha anche un grande senso della composizione. La composizione è un’eredità classica. Cioè, come le cose si collocano nell’ambiente, il loro posto e la loro grandezza, le relazioni tra gli oggetti e le persone, tra il fotografo e il suo soggetto, questi sono tutti elementi di un sentire classico. Ho deciso, quindi, di fare delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.”

Ha partecipato a numerosi concorsi fotografici, italiani e internazionali, ottenendo ottimi piazzamenti.